Uscita naturalistica per gli alunni iscritti allo "Science & Coding Camp", che grazie alla collaborazione delle guide del CAI hanno percorso il sentiero naturalistico "Spirito del Bosco" nei pressi di Canzo.
Inaugurato il 21 giugno 2008, realizzato da ERSAF, grazie alla genialità di Alessandro Cortinovis
(autore delle sculture) il nuovo percorso che, dal Primo Alpe (725 m), porta al Terzo Alpe (800 m) in un
tempo variabile tra i 25 e 45 minuti (dipende dalle soste per cercare e guardare le creature del bosco!!)
attraverso un laboratorio di osservazioni e di stupori unico nei nostri monti.
Il sentiero ha inizio dal Primo Alpe, subito dopo la fontana, sul lato destro della strada, dopo aver
attraversato un corridoio di tronchi ed osservato il primo personaggio scolpito in un albero.
La difficoltà del percorso non è rilevante, dopo un'iniziale discesa e l'attraversamento del torrente, il
sentiero si snoda in piano e brevi discese, per proseguire con alcuni brevi strappi, ben smorzati da
scalette e tornanti, che lo riportano in quota fino ad allacciarsi nuovamente sulla strada a circa 20
metri del Terzo Alpe.
Lungo tutto il percorso, in parte protetto con staccionata, disseminati qua e là, gli spiriti del bosco che
ci osservano e ci guidano lungo la strada.
Arrivati al labirinto si ha l'impressione di perdersi ma alla fine l'uscita la si trova sempre e, dopo pochi
passi sulla passerella, il tragitto volge ormai alla meta.
Un'idea nuova e simpatica che non mancherà di rendere ancora più piacevole l'andar per boschi.
Ideale e divertente per famiglie e scolaresche.
venerdì 29 settembre 2017
martedì 29 agosto 2017
Lunedì 4 settembre parte lo "Science & Coding Camp"
“Corso di formazione realizzato con il contributo del Dipartimento per
le Pari Opportunità, nell’ambito dell’avviso In estate si imparano le STEM”
Parte lunedì lo "Science & Coding Camp", il progetto di campo estivo riservato agli alunni delle classi V delle scuole primarie del nostro Istituto. Dieci incontri di quattro ore ciscuno dedicati alle discipline STEM, realizzati con il contributo del Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Grazie ai fondi erogati sarà possibile assicurare ai nostri allievi i migliori esperti del settore e software all'avanguardia.
Vai alla pagina dedicata
Bando per Tutor interni per il progetto "Science & Coding Camp"
“Corso di formazione realizzato con il contributo del Dipartimento per
le Pari Opportunità, nell’ambito dell’avviso In estate si imparano le STEM”
Sul sito istituzionale è pubblicato il bando per n. 2 docenti interni in qualità di tutor esperti per le attività del "Science & Coding Camp". I docenti collaboreranno con l'esperto esterno ing. Costamagna di Parentesikuadra e cureranno, in particolare, la parte laboratoriale del progetto.mercoledì 5 luglio 2017
Un anno e oltre di PNSD
Verifica del piano triennale dell'ANIMATORE DIGITALE
Tempo di bilanci, dopo oltre un anno dal lancio del PNSD e dalla nomina dell'Animatore Digitale, una riflessione su quanto messo in atto nel Comprensivo Cantù 3:
Verifica Animatore Digitale
venerdì 2 giugno 2017
In estate si imparano le STEM all'IC Cantù 3
L'Istituto Cantù 3 è 42° nella graduatoria di merito tra le 1067 istituzioni scolastiche di tutta Italia che hanno aderito al bando pubblico “IN ESTATE SI IMPARANO LE STEM – Campi estivi di scienze, matematica, informatica e coding” per la realizzazione di percorsi di approfondimento in materie scientifiche da svolgersi nel periodo estivo e rivolti prevalentemente alle studentesse, ma anche a studenti, delle scuole primarie e secondarie di primo grado, nell’ambito delle iniziative volte a promuovere le pari opportunità e a contrastare gli stereotipi di genere nei percorsi scolastici.
I fondi, 1 milione di euro messi a disposizione dal Dipartimento Pari opportunità, hanno permesso il finanziamento, in questa prima fase, dei primi 103 progetti della graduatoria.
Il bando, pubblicato il 19 dicembre 2016, è frutto di un più ampio progetto di sensibilizzazione e prevenzione concordato con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con l’obiettivo di contrastare gli stereotipi e i pregiudizi che alimentano il gap di conoscenze tra le studentesse e gli studenti rispetto alle materie STEM, ovvero le discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche, e di favorire lo sviluppo di una maggiore consapevolezza tra le giovani studentesse della propria attitudine verso le conoscenze scientifiche.
Link al sito del Dipartimento per le pari opportunità
mercoledì 5 aprile 2017
Le opportunità offerte da eTwinning in un seminario bilaterale Francia-Italia
La prof. Francesca Pulvirenti ha rappresentato l'I. C. Cantù 3 al Seminario franco-italiano "Etwinning au service du chef d'établissement" tenutosi a Nizza dal 24 al 26 marzo. Al Seminario hanno partecipato 40 tra presidi e vicepresidi selezionati dalle rispettive Agenzie Nazionali tra le numerose domande ricevute. Il dibattito ha avuto per oggetto i seguenti temi: rivedere e comprendere il ruolo del preside per l'attuazione di progetti eTwinning di qualità; analizzare l'uso di eTwinning nei progetti internazionali; utilizzare eTwinning nella gestione della scuola e delle sue attività internazionali.
UN PO' DI DIBATTITO...
TWITTER E DIDATTICA: MATRIMONIO DA FARE
di Mariangela Readelli
Negli
ultimi anni, molti studiosi statunitensi si sono focalizzati
sull'apporto di Twitter alla didattica: questo approccio, che forse
in Europa può apparire meno scontato in ambito accademico, nasce
dalla constatazione che gli studenti vivono ormai immersi in un
ambiente pervaso di tecnologia e digitale. Perciò si chiedono per
quale motivo vietare i social a scuola? Meglio sfruttarne la
popolarità come uno strumento che invoglia allo studio.
Attraverso
una ricerca dell'Università del Vermont, condotta dal prof. Ryan
Becker e dalla prof. Penny Bishop, si è dimostrato che Twitter è un
ottimo strumento con cui gli studenti possono personalizzare il loro
curriculum; che, se usato nella didattica, è possibile valutarne
l'efficacia a livello formativo; che fornisce una "audience"
reale agli studenti, fatta di esperti e non; e che permette di
individuare nuovi modi per comunicare la scienza.
Gli
studenti hanno usato Twitter per "fare i compiti", ma anche
per creare un proprio profilo personalizzato seguendo utenti diversi,
tra cui anche la Nasa. Si è rivelato uno strumento utile per la
possibilità di essere aperto a una gamma infinita di potenzialità.
Gli studenti dovevano "maneggiarlo "comprendendone il
funzionamento, e non come un semplice sostituto della più
tradizionale lavagna presente in classe.
Twitter
è quindi uno strumento speciale, capace di potenzialità di cui gli
altri strumenti non dispongono. Offre la possibilità di estendere
l'insegnamento al di fuori dell'ora in classe con il professore,
tramite, per esempio, il coinvolgimento dato agli studenti dalla
possibilità di avere l'accesso a persone sparse intorno al mondo.
Offre
la possibilità ad ogni studente di incentivare i propri interessi
tramite lo scambio con altre persone, studenti come lui, ma anche
persone dotate di esperienza nei campi più svariati.
Twitter
consente uno scambio uno-a-molti: quando un utente twitta, anche se
si rivolge direttamente a qualcuno menzionandolo, il suo tweet viene
pubblicato sulla timeline, e ognuno dei suoi follower lo leggerà e
potrà eventualmente commentarlo.
A
volte, però, non si è favorevoli all'uso di questo social perché
si pensa che gli studenti vadano incontro a rischi, ma ancora di più
perché si pensa che trascorrono già troppo tempo a contatto con i
social e le tecnologie.
C'è
stata, in genere, una crescita nell'utilizzo delle nuove tecnologie a
scuola.
Ma
per quanto riguarda, più specificamente, Twitter, questo social non
è così ampiamente adottato dai docenti per la sua totale apertura:
si tratta infatti di un format aperto, e questo provoca l'insorgere
di nuove sfide per insegnanti e studenti, come la gestione della
privacy oppure le conseguenze di un utilizzo sbagliato per fini non
didattici.
In
sostanza, dunque, per Twitter possiamo parlare di uno strumento a due
facce: da un lato offre enormi potenzialità, ma dall'altro espone
anche a potenziali rischi.
In
quanto "nativi digitali", riteniamo spesso che questi
ragazzi conoscano già tutto del digitale e del mondo dei social
network: questo è vero solo in parte, però.
È
infatti vero che gli studenti padroneggiano l'abilità di utilizzare
i social, ma mancano della stessa abilità quando si tratta di
contenuti o delle specifiche caratteristiche dei vari social network.
La
scuola, da questo punto di vista, ha una grande responsabilità.
La
scuola dovrebbe fare di più. Offrire corsi sulla Digital Citizenship
e l'utilizzo del computer, ed educare all'uso dei social media.
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